Polizza contro i rischi catastrofali: cosa prevede la nuova legge per le imprese.
Negli ultimi anni, gli eventi naturali di forte intensità – come alluvioni, frane o terremoti – hanno avuto un impatto sempre più significativo sul tessuto economico del Paese. Per rafforzare la capacità di risposta delle aziende italiane di fronte a questi rischi, la Legge di Bilancio 2024 (n. 213/2023) ha introdotto un obbligo assicurativo contro i rischi catastrofali a carico di tutte le imprese con sede legale o stabile organizzazione in Italia.
Si tratta di un passo importante verso una maggiore resilienza del sistema produttivo nazionale, che mira a ridurre il peso economico degli eventi calamitosi e a garantire continuità operativa anche in situazioni di emergenza.
Chi è soggetto all’obbligo di legge
L’obbligo riguarda tutte le imprese iscritte al Registro delle Imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore di attività o dal regime fiscale adottato.
In particolare, sono tenute a stipulare la polizza:
- Le imprese con sede legale in Italia;
- Le imprese estere con stabile organizzazione sul territorio italiano;
- Le micro, piccole, medie e grandi imprese, secondo la classificazione europea basata su fatturato e numero di dipendenti.
Sono invece escluse:
- Le imprese agricole, che rientrano in regimi di copertura differenti;
- Le aziende i cui immobili o strutture risultano abusivi o privi delle necessarie autorizzazioni edilizie o urbanistiche;
- Alcuni soggetti pubblici e imprese non iscritte al Registro delle Imprese.
L’obbligo si applica a tutti i beni aziendali rilevanti situati sul territorio nazionale e utilizzati per l’attività d’impresa.
Quali sono le scadenze per adeguarsi
Il Decreto Attuativo del 30 gennaio 2025, n. 18 stabilisce tempistiche diverse per l’adeguamento all’obbligo assicurativo, in base alla dimensione dell’impresa. Successivamente, il Decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200 (c.d. Milleproroghe 2026) ha introdotto una proroga specifica per alcune micro e piccole imprese.
In particolare:
- Grandi imprese: devono adeguarsi entro il 31 marzo 2025;
- Medie imprese: devono stipulare la polizza entro il 1° ottobre 2025;
- Micro e piccole imprese: hanno tempo fino al 31 dicembre 2025
- Micro e piccole imprese operanti nei settori turismo, pesca, ristorazione, somministrazione di alimenti e bevande e attività turistico-ricettive: il termine per l’adeguamento è prorogato al 31 marzo 2026
Quali beni devono essere assicurati
La polizza obbligatoria deve coprire i danni materiali diretti subiti dai beni aziendali in conseguenza di eventi catastrofali.
Rientrano nella copertura obbligatoria:
- Fabbricati e immobili;
- Impianti e macchinari industriali;
- Attrezzature commerciali o produttive;
La normativa consente anche di includere altri elementi patrimoniali, come infrastrutture, terreni e pertinenze, attraverso estensioni di garanzia specifiche.
Contro quali eventi catastrofali bisogna assicurarsi
L’obbligo assicurativo riguarda i principali eventi naturali a elevato impatto distruttivo, nello specifico:
- Terremoti e sismi;
- Alluvioni, inondazioni ed esondazioni;
- Frane e smottamenti del terreno.
Molte compagnie, come AXA Assicurazioni, propongono soluzioni “modulari” che consentono di ampliare la copertura base in base alla localizzazione geografica e al livello di rischio della zona.
Quali sono le sanzioni previste
Non sono previste sanzioni amministrative dirette, ma l’inosservanza dell’obbligo può avere conseguenze economiche rilevanti.
Le imprese non in regola:
- non potranno accedere a contributi, indennizzi o fondi pubblici destinati al ristoro dei danni derivanti da calamità naturali;
- potranno essere escluse da bandi o agevolazioni statali e da eventuali incentivi legati alla resilienza o sostenibilità aziendale;
- rischiano limitazioni nell’accesso al credito, poiché molte banche considerano la copertura Cat Nat un requisito per la concessione di finanziamenti aziendali.
Inoltre, in caso di danni da eventi catastrofali, l’assenza di copertura comporta il rischio di perdite economiche totali e di interruzione prolungata dell’attività.
Perché questa copertura è importante per le imprese
Oltre ad adempiere a un obbligo di legge, stipulare una polizza contro i rischi catastrofali significa proteggere il patrimonio e la continuità operativa della propria azienda. I benefici principali includono:
- tutela economica immediata in caso di disastro naturale;
- capacità di ripresa più rapida e riduzione dei tempi di fermo produttivo;
- maggiore affidabilità verso clienti, investitori e istituti di credito;
- valorizzazione dell’immagine aziendale come realtà consapevole e responsabile.
Conclusione
L’obbligo assicurativo contro i rischi catastrofali segna un cambiamento profondo nella gestione del rischio da parte delle imprese italiane. Non si tratta solo di rispettare una norma, ma di adottare una strategia di protezione concreta in un contesto in cui gli eventi naturali estremi sono sempre più frequenti e imprevedibili.
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